Montepulciano d'Abruzzo
Rubrica di Enologia e cultura del vino
Data : 12/10/2009
Ricevo e volentieri pubblico alcune note di Rino, un amico su un vino che pare non sia molto stimato.
''Questa è una modesta considerazione su quello che ritengo sia uno dei vitigni piu' interessanti che il panorama enologico nazionale offre e che purtroppo a tutt' oggi non siamo, noi abruzzesi per primi riusciti ancora a valorizzare. Tornando indietro nel tempo troviamo in abruzzo un mercato gestito fortemente da alcune , troppe cantine sociali, anni 70 \ 80, volte piu ad una produzione massificata con rese per ettaro spropositate e con un mediocre risultato finale.Pian piano qualche proprietario terriero ha cominciato a produrre ed imbottigliare vino e ad investire di proprio sul terreno e sulla cantina.Oggi il pamorama e' completamente ribaltato, qualche cantina sociale, qualche produttore di vino(quelli veri, quelli che stanno in cantina con le mani sporche che diradano, che potano, che pregano,quelli che una volta il vino lo sbagliano pure,ma per me quelli che vanno difesi)e poi ci sono gli imprenditori, ma non del vino, imprenditori punto,che si comprano il giocattolo, che si comprano i tre bicchieri ,che prendono l' enologo di grido che impongono con dinamiche sporche il propio prodotto al mercato, della serie mi compro gli arbitri e non i giocatori (juve docet).Abbiamo un grande vitigno ma non abbiamo una storia, non siamo uniti per difenderlo e diffonderlo, regioni come le marche (rosso conero)hanno saputo meglio di noi vestirlo di interesse,per altre regioni siamo stati bacino di rifornimento per aiutare vini piu' nobili ,abbiamo perso negli ultimi tre anni produttori ''paladini'' (VALENTINI ,SANTOLERI ,MASCIARELLI)che parlavano del montepulciano fuori le nostre mura,ed in fine in alcuni centri commerciali troviamo bottiglie di montepulciano d' abruzzo a 1.50 euro che non e' proprio il massimo!!ma allora? il montepulciano e' un grande vitigno che da' una grande uva,di conseguenza un grande vino, tannini nobili,punto di colore impenetrabile sfumature varietali che vanno dal frutto al tabacco, non ha bisogno di tagli con vitigni internazionali, lo si puo' passare in botti grandi e in barriques se lo si vuole meno animale per dirla tutta e' davvero (cazzuto,con la nostra cucina si sposa a meraviglia, il massimo e' abbinarlo alle salsicce di fegato e agnello alla brace, vinificato in bianco da' il famoso cerasuolo chiamato così per la punta di colore che ricorda la ciliegia ,rosato di struttura indicato per fritture di pesce e baccala'.Rileggendo queste righe mi chiedo cosa puoi pensare, ma questo e' quello che pensa un abruzzese che consiglia vini invece che venderli(dovrei fare il contrario); a cui piacerebbe sentire parlare del montepulciano d'abruzzo in maniera piu diffusa nel territorio nazionale, forse non riusciremo ad emozionare come un mitico barolo o brunello ma almeno ci proviamo.............
Numero di visite : 763
Ricevo e volentieri pubblico alcune note di Rino, un amico su un vino che pare non sia molto stimato.
''Questa è una modesta considerazione su quello che ritengo sia uno dei vitigni piu' interessanti che il panorama enologico nazionale offre e che purtroppo a tutt' oggi non siamo, noi abruzzesi per primi riusciti ancora a valorizzare. Tornando indietro nel tempo troviamo in abruzzo un mercato gestito fortemente da alcune , troppe cantine sociali, anni 70 \ 80, volte piu ad una produzione massificata con rese per ettaro spropositate e con un mediocre risultato finale.Pian piano qualche proprietario terriero ha cominciato a produrre ed imbottigliare vino e ad investire di proprio sul terreno e sulla cantina.Oggi il pamorama e' completamente ribaltato, qualche cantina sociale, qualche produttore di vino(quelli veri, quelli che stanno in cantina con le mani sporche che diradano, che potano, che pregano,quelli che una volta il vino lo sbagliano pure,ma per me quelli che vanno difesi)e poi ci sono gli imprenditori, ma non del vino, imprenditori punto,che si comprano il giocattolo, che si comprano i tre bicchieri ,che prendono l' enologo di grido che impongono con dinamiche sporche il propio prodotto al mercato, della serie mi compro gli arbitri e non i giocatori (juve docet).Abbiamo un grande vitigno ma non abbiamo una storia, non siamo uniti per difenderlo e diffonderlo, regioni come le marche (rosso conero)hanno saputo meglio di noi vestirlo di interesse,per altre regioni siamo stati bacino di rifornimento per aiutare vini piu' nobili ,abbiamo perso negli ultimi tre anni produttori ''paladini'' (VALENTINI ,SANTOLERI ,MASCIARELLI)che parlavano del montepulciano fuori le nostre mura,ed in fine in alcuni centri commerciali troviamo bottiglie di montepulciano d' abruzzo a 1.50 euro che non e' proprio il massimo!!ma allora? il montepulciano e' un grande vitigno che da' una grande uva,di conseguenza un grande vino, tannini nobili,punto di colore impenetrabile sfumature varietali che vanno dal frutto al tabacco, non ha bisogno di tagli con vitigni internazionali, lo si puo' passare in botti grandi e in barriques se lo si vuole meno animale per dirla tutta e' davvero (cazzuto,con la nostra cucina si sposa a meraviglia, il massimo e' abbinarlo alle salsicce di fegato e agnello alla brace, vinificato in bianco da' il famoso cerasuolo chiamato così per la punta di colore che ricorda la ciliegia ,rosato di struttura indicato per fritture di pesce e baccala'.Rileggendo queste righe mi chiedo cosa puoi pensare, ma questo e' quello che pensa un abruzzese che consiglia vini invece che venderli(dovrei fare il contrario); a cui piacerebbe sentire parlare del montepulciano d'abruzzo in maniera piu diffusa nel territorio nazionale, forse non riusciremo ad emozionare come un mitico barolo o brunello ma almeno ci proviamo.............
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