BARBARESCO

Uno dei migliori vini italiani

Il Barbaresco di Luca Castelletti

 

Barbaresco Rivetti

Barbaresco: il territorio

 

Arrivarci è semplice, da tutte le parti del mondo.

Dal Nord al Sud, da Est a Ovest, questo piccolo paese è raggiungibile agevolmente, dirigendo il proprio cammino verso la cittadina di Alba, considerata e dichiarata apertamente come la "capitale delle Langhe".

Barbaresco, il paese del vino, è situato a 10 chilometri da Alba, ai limiti della Provincia di Cuneo, praticamente a ridosso di quella di Asti: disteso sulla sua lunga collina e sormontato dalla sua torre "antica", facilmente attrae l'attenzione di coloro che percorrono le strade delle valli e delle colline vicine.

La struttura del territorio è tipicamente collinare con punte variabili da 270 mt. sul livello del mare nel Concentrico a 317 mt. sul livello del mare in prossimità della località Asili.

Il terreno di cui è composto il territorio di Barbaresco nella sua massima parte appartiene a quella formazione geologica che si chiama "terreno tortoriano", uno dei 14 strati dai quali è formata la pila dei terreni sedimentari che compongono il bacino terziario del Piemonte. Il terreno Tortoniano è caratterizzato da marne e sabbie straterellate. Queste marne sono di un colore grigio-bluastro, non molto resistenti e danno luogo a colline biancheggiati piuttosto basse e rotondeggianti, sono molto favorevoli alla coltivazione della vite.

L'unica espressione idrografica che compare nel territorio del Comune di Barbaresco è il fiume Tanaro e non vi sono altri corsi d'acqua. Esiste nel Comune una sorgente solforosa.

L'insediamento urbano è caratterizzato da un concentrico che, raggruppato attorno alla sua antica torre, si allunga seguendo il degradare della collina. Al Concentrico fanno corona numerose borgate e frazioni, nonché un numero rilevante di case sparse, così sorte in origine a causa dell'esigenza degli abitanti di avere l'abitazione vicina al podere essendo in quel tempo insufficienti i mezzi di comunicazione. La struttura economica ha subito negli ultimi vent'anni un'evoluzione che ha trasformato una comunità essenzialmente agricola in una comunità mista, in cui anche altri settori dell'economia cominciano a farsi sentire. E' cresciuto il numero dei lavoratori dipendenti occupati nelle vicine industrie localizzate nella Città di Alba. Tali inserimenti di elementi attivi nell'industria non ha però creato gravi problemi all'ottima conduzione agricola del territorio, che soprattutto con la coltura specializzata del vitigno nebbiolo e con la successiva vinificazione, fa di Barbaresco un Comune all'avanguardia nel suo campo. La superficie territoriale di 757 Ha è infatti, per circa l'87% sfruttato per l'agricoltura ed il 94% delle aziende (pari a circa 135 aziende) ha superfici coltivate a vite. L'artigianato presente nell'ambito del territorio comunale è esclusivamente un piccolo artigianato di servizio, non esistono industrie la cui presenza potrebbe essere controproducente per l'agricoltura, la quale è la maggiore fonte di reddito della popolazione.

 

Il Vitigno Nebbiolo

 

Vigoria vegetativa: notevole, richiede una potatura discretamente lunga.

Produttività: buona, più o meno costante a seconda delle sottovarietà.

Foglia: di grandezza media, trilobata e talvolta pentalobata.

Grappolo: di grandezza media, allungato, con acini rotondi, di colore violaceo, molto pruinosi.

Epoca di maturazione: dal 15 ottobre; è l'ultimo tra i vitigni piemontesi ad essere vendemmiato.

Vini a d.o.c.:

Nebbiolo d'Alba, Barolo, Barbaresco, Roero, Bramaterra, Lessona, Gattinara, Carema, Sizzano, Fara, Ghemme, Boca, Langhe Nebbiolo, Colline Novaresi Nebbiolo o Spanna.

 

Il vitigno Nebbiolo, certamente il più prestigioso ed aristocratico d'Italia, viene messo a dimora solamente sulle colline dei Comuni di Barbaresco, Treiso e Neive e da una parte della frazione di San Rocco Seno d'Elvio, solo su di esse, occupa i versanti più solatii: Est, Ovest e Sud.

Su queste colline, il cui terreno si presenta particolarmente fertile e ricco di sostanza organica e di microelementi, il nebbiolo compie il suo ciclo vegetativo in più di sette-otto mesi in cui si alternano mesi di duro lavoro, cure intensissime, pericoli per le avversità atmosferiche.

La potatura, la legatura, la spollonatura, la rilegatura, i trattamenti alla pianta e le lavorazioni del terreno, la pettinatura dei tralci, le continue cure di potatura verde, sono le fasi principali del lavoro di queste vigne prima di raggiungere al momento del raccolto.

La vendemmia cade verso i primi di ottobre e tutte le volte si rinnova con fascino ed emotività: i filari si animano, dentro piccole ceste o in capaci bigonce, le uve vengono raccolte e portate nelle cantine.

L'uva viene pigiata e da questa operazione si ricava un mosto denso, che, raccolto in grandi tini, produce l'alcool etilico; dopo una quindicina di giorni, si "svina".

Nella parte bassa del recipiente, si apre la via al vino "nuovo".

La botte pulita, lavata e rilavata, ospita il Barbaresco nei suoi primi dodici mesi di vita, e questa per legge deve essere una botte di rovere o di castagno.

Dopo la botte, il vino incontra la bottiglia, un contenitore estremamente adatto ad ospitare il vino Barbaresco con i suoi toni accesi di qualità.

Vestita ed abbellita, la bottiglia di Barbaresco inizia il suo nuovo cammino che lo porta sulle tavole di tutto il mondo.

 

Abbinamenti

 

PRIMI PIATTI

Tajarin al tartufo bianco, Ravioli d'anatra con tartufo bianco

In genere:

con primi piatti potenti o abbinati al tartufo bianco, funghi porcini e cucina piemontese

 

CARNI

Agnello, Arrosti, Brasato, Brasato al Barbaresco, Lepre al vino, Lepre in salmì, Cinghiale, Selvaggina in genere, Cacciagione a piuma , Pollame nobile, Agnello al forno, Carni rosse alla griglia, Carni rosse da pelo, Rognoncini trifolati, Fegatini

 

FORMAGGI

Castelmagno, GranaPadano, Pecorino romano, Montasio, Parmigiano Reggiano, Formaggi stagionati, Formaggi piccanti.

 

Sapere leggere l’etichetta dei vini

 

Le denominazioni obbligatorie per legge devono essere riportate in giusta evidenza, ma sono ben poche le richieste effettuate dal legislatore.

1) Per quanto riguarda la forma, il colore e la grandezza e decisa dal produttore.

2) Il produttore deve allora indicare la categoria del vino, es: da tavola, Doc, Docg, I.G.T, spumante.

3) Il nome (o la ragione sociale) dell'imbottigliatore.

4) Lo stato di provenienza del vino.

5) Il contenuto in volume della bottiglia.

6) Il grado alcolico effettivo e la data di imbottigliamento.

Da queste informazioni di base, altre notizie sono necessarie per i vini di categoria superiore.

Un vino DOC (denominazione di origine controllata) deve contenere l'indicazione della zona e dell'annata di produzione.

I vini a DOCG (denominazione di origine controllata e garantita) devono avere, sul collo della bottiglia, il contrassegno di stato.

Oltre alle indicazioni obbligatorie, possono essere riportate altre indicazioni, a discrezione del produttore: dizioni previste dal disciplinare di produzione, come Classico e Riserva, nome di fantasia al vino, numero della bottiglia.

Informazioni ancora più particolareggiate sono fornite nella retroetichetta, elemento non obbligatorio ma spesso utilizzato per completare anche l'immagine della bottiglia.

In questo caso possono essere segnalate le uve utilizzate, il tipo di impianto del vigneto, nome della sottozona di produzione, la maniera di servirlo e conservarlo.

 

I Migliori scelti da Luca Castelletti

 

BARBARESCO CURRA' AZ. CANTINA DEL GLICINE

Vitigno: 100% Nebbiolo. Provenienza: Comuni di Neive, di Barbaresco, di Treiso e San Rocco Seno d'Elvio.

Descrizione : La Tradizione è quella di un vino corposo e tannico che esige una lunga maturazione prima del consumo. I moderni sistemi di vinificazione, con fermentazioni più brevi danno un prodotto più elegante con profumi più intensi, meno tannico e con minor necessità di maturazione. Esige per legge una maturazione di 2 anni di cui 1 in botti di rovere o castagno.

Colore: Rosso rubino brillante tendente col tempo all'aranciato.

Profumo: Etereo e composito (liquirizia, rosa selvatica, violetta ...).

Sapore: asciutto, carezzevole, quieto, di grande eleganza.

Alcol: da 12,5 a 14 %

Acidità: da 5 a 8 ‰

Temperatura di Servizio: 20 Gradi

Abbinamento: Si accompagna a carni rosse, piatti importanti, formaggi stagionati, Ottimo da meditazione

 

BARBARESCO BRICCO ASILI AZ. CERETTO

Comune: Barbaresco (CN)

Superficie in proprietà: Ha 1,2

Altitudine: 289 a 320 m s.l.m.

Esposizione: sud, sud-ovest

Terreno: argilla 48%, sabbia 19%, limo 33%;

pH 8,10

Anno d’impianto: 1969

Vitigno varietà: Nebbiolo Michet

Portainnesto: 420A

Densità: 4300 piante per ettaro

Gemme Ha: 35000

Primo anno di produzione: 1974

Per il Barbaresco Bricco Asili la vinificazione viene realizzata in vasche d’acciaio, seguendo accuratamente l’andamento delle temperature ed intervenendo per raffreddare quando si oltrepassano i valori di 28/29° C.

Al termine della fermentazione primaria, ha luogo un breve periodo di macerazione, immediatamente seguito dalla fermentazione malolattica, che si esaurisce normalmente in un mese.

Per l’affinamento di due anni, previsti dal disciplinare, si utilizzano Per l’affinamento di due anni, previsti dal disciplinare, si utilizzano esclusivamente piccoli fusti di rovere francese da 300 litri.

Il vino ha un bouquet etereo e composito con sfumature di rosa selvatica, violetta e liquirizia. Questo vino dal sapore asciutto e carezzevole, in bocca esprime l’eccellenza nella gamma dei Barbaresco.

Può già entusiasmare nella sua degustazione dopo un anno di bottiglia, ma le emozioni si amplieranno con il passare degli anni.

Consigliamo di berlo tra i 3 e i 15 anni.

Bottiglie prodotte: 6.000

 

BARBARESCO AZ. ROAGNA Barbaresco Crichet Pajé

 

Filosofia: e’ l’espressione massima della cantina, tradizione allo stato puro. Una storia di mezzo secolo di selezioni lo posiziona all’eccellenza dei nostri vini. Prodotto solo nelle grandissime annate regala stupende emozioni aperto dopo 20-30 anni. Storico il millesimato del 1978 attualmente un vino in grande forma, espressione massima della tradizione.

Vitigno: nebbiolo 100% viti vecchie di almeno 55 anni, selezione massale delle viti.

Zona di produzione: le uve destinate alla produzione di questo vino provengono da selezioni effettuate nelle annate eccelse di una piccola particella, in vigneti ad esposizione Sud, Sud-Ovest del cru Pajé. Le qualità del suolo marnoso calcareo di questa zona del comune di Barbaresco conferiscono una grande struttura e un patrimonio tannico immenso.

Coltivazione del vigneto: sistema Guyot basso su collina di buona pendenza.

Resa per ettaro: 35 ettolitri.

Epoca di raccolta: seconda decade di ottobre, inizio novembre.

Vinificazione: raccolta dell’uva a mano, vinificata separatamente; pigiatura soffice con diraspatura. Fermentazione in tini di legno. Macerazione a cappello sommerso di 80-100 giorni, per l’estrazione massima delle caratteristiche autoctone del vitigno. In questo lungo periodo si ha la massima solubilizzazione del tesoro del nebbiolo, i suoi unici tannini e le sostanze che daranno origine al bouquet terziario.

Invecchiamento: in media 8 anni in tini di rovere francese da 50-60 ettolitri. Il vino continua il suo affinamento in bottiglia per almeno 2 anni. Conservato in luogo idoneo, può vivere per mezzo secolo e oltre.

Caratteri organolettici: colore rosso granato. Profumo intenso con netto goudron, sentore di tabacco, spezie, fiori bianchi con un evoluzione del bouquet entusiasmante. Favolosa l’escalation di sensazioni olfattive diverse percepibili. Sapore pieno, austero, elegante, di grande corpo, che ricorda le percezioni olfattive.

Abbinamenti gastronomici: vino di enorme struttura ed eleganza indicato per piatti molto complessi di alta cucina, bene si adatta a secondi piatti di carni rosse, stufati, formaggi stagionati e a pasta cotta. In talune occasioni é ottimo come vino da meditazione.

Condizioni ottimali di servizio: temperatura: 18°C

E' consigliato aprire la bottiglia 2 ore prima della degustazione e di usare un decanter.

Il bicchiere deve essere un ballon ampio

Note: mediamente l’azienda produce questo vino due - quattro volte ogni decennio. Il numero di bottiglie è limitato.

 

NOTA IMPORTANTE:

 

Smettiamola di compiere infanticidi, i barbareschi, i baroli e molti altri vini devono essere consumati almeno dopo i 10 anni dalla vendemmia, solo nelle buone e grandi annate...

Diffidate da prodotti molto giovani, senza arte né parte, senza emozioni.

Bevete la qualità e non l'etichetta, pagare troppo non è giusto, pagare troppo poco è ingiusto!

 

CIN CIN

 

Luca Castelletti

Sommelier professionista dal 1989, da più di vent'anni collaboratore, come esperto di vini,  dell'Istituto Commercio Estero per le manifestazioni mondiali, ora gestore dell'Enoteca al Ponte di Ponte San Pietro (Bg), è stato il patron, oltre 15 anni fa del primo "winebar" d'Italia, l'Enoteca al Portico, sempre a Ponte san Pietro.

L'Enoteca al Ponte viene fondata nel 1959 (quella che sin dal 1936 era la drogheria di famiglia) da Italo Castelletti, uno dei primi sommelier d'Italia. L'attività dell'enoteca si è rivolta sin dalle sue origini alla ricerca di piccole aziende vinicole che fossero in grado di produrre vini e distillati di grande qualità. La forte passione per la diffusione della cultura enologica ha portato Italo Castelletti ad organizzare nel corso degli anni numerose manifestazioni enogastronomiche che hanno contribuito ad aumentare la sua fama a livello internazionale.

All'Enoteca al Ponte trovate in vendita vini provenienti da tutto il mondo, distillati italiani e francesi in grado di soddisfare le esigenze più raffinate; nella cantina storica vengono custoditi vini antichi, alcuni dei quali sono delle vere rarità vinicole.

 

http://www.vinidivini.com/

 



Uno dei migliori vini italiani