LA BARBERA

Il vino simbolo del Piemonte

La Barbera - di Paolo Carlo Ghislandi

La Barbera è un vitigno tipico del Piemonte dal quale si ottiene un vino omonimo che accompagna da sempre la vita dei Piemontesi fin dal loro primo sorso.

Ancora oggi rappresenta la varietà più coltivata in tutta la regione, tanto che da questo vitigno si ottengono ben 11 denominazioni di origine.

Accanto alle più note Barbera d’Asti, Piemonte, Monferrato, Alba, negli ultimi anni sono diventate molto interessanti alcune doc 'minori' come Colli Tortonesi, Canavese, Pinerolese, Novarese, Cantavenna.

Oggi viene allevata anche in numerose altre zone d’Italia per la sua acidità naturale ed anche il resto del mondo incomincia ad apprezzarne le innumerevoli caratteristiche, al punto che una certa parte del mercato mondiale, orientata a vini più intriganti e con più personalità, incomincia a farne richiesta.

Inizialmente vino da consumo locale, oggi la Barbera è sempre più sdoganata anche in altre regioni d’Italia e paesi del mondo, dove sta conoscendo una sempre più ampia diffusione.

Le metodologie di allevamento e di vinificazione, una volta riservate solo a vitigni maggiormente blasonati, oggi vengono applicate con grandi risultati alla Barbera, tanto che non mancano, nella storia recente, riconoscimenti ad etichette prodotte non solo nelle denominazioni classiche.

Questo lo si deve alla generosità del frutto che, se opportunamente curato e lavorato, è capace di trasferire nei vini, accanto alla complessità ed all’intensità aromatica del frutto, anche la freschezza.

Il colore della Barbera è tipicamente rosso rubino intenso con riflessi violacei da giovane, che poi tendono a mutare in aranciati con l’invecchiamento. L’intensità è fondamentalmente dovuta ad una maggiore concentrazione di sostanze coloranti nella buccia ed in particolare di una famiglia di antociani chiamati delfinidine.

A cotanto colore ne consegue una potenza olfattiva accompagnata da intensi profumi di lampone, mirtilli, fragola, ciliegia, da giovane, che con il tempo evolve in frutta sotto spirito, marasca, fino alla confettura per poi arrivare a profumi terziari di frutta secca e bosco accompagnati da note balsamiche.

La vera forza della Barbera è nella inimitabile struttura acida accompagnata da bassa astringenza, che consente al produttore di giocare con un patrimonio di longevità e conservazione delle caratteristiche di grande valore.

Con tale riserva acida naturale di partenza, infatti, il vignaiolo è facilitato nel poter scegliere se avere vini giovani e freschi ricchi di fruttato o vini più strutturati, importanti e complessi, adattandosi così alle diverse esigenze gustative del consumatore moderno.

La Barbera, soprattutto delle cosiddette doc minori, sta infatti conoscendo un periodo di nuovo consenso, complici la bevibilità, l’eleganza e la modernità del gusto e, cosa da non trascurare, complice l’ottimo rapporto qualità prezzo.

Paolo Carlo Ghislandi

www.cascinacarpini.it

 



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