CHIANTI, IL VINO
Caratteristiche e storia del Chianti classito, il vino per definizione
Rosso, rotondo ed elegante, profumo di fragole e ciliegie, vellutato, privo di toni aspri: il Chianti si può a ben ragione considerare lo stendardo dei vini italiani nel mondo. Stati Uniti e Germania fanno a gara per averlo sulle loro tavole. I paesaggi duri e allo stesso tempo dolci della terra d'origine, la Toscana, si rispecchiano nel suo colore, nel gusto e nei profumi fruttati.
Il nome "Chianti" (riferito al vino) appare per la prima volta in un documento datato 1404.
Trecento anni più tardi, nel 1706, il Granduca di Toscana Cosimo III, promulgò un bando in cui veniva fissata la mappa del territorio, che per una buona percentuale corrisponde a quella attuale. Il bando del Granduca rappresenta il primo documento ufficiale volto a fissare i confini di un'area vitivinicola. Precedentemente a quell'epoca il commercio dei vini era affidato alle grandi famiglie di commercianti, come gli Antinori o i Frescobaldi. Il Chianti non godette di buona fama fino al 1800: era considerato un vino "senza corpo", pur se di un rosso vivace e accattivante, e veniva spesso e volentieri mescolato ad altri vini in miscele dal dubbio carattere e dal sapore lieve. Oltretutto soffriva delle malattie dei vitigni. A metà del XIX secolo però il barone Bettino Ricasoli ebbe il merito di valorizzare i vitigni locali, migliorare gli impianti e dare nuova storia al vino del Chianti, che conobbe lo splendore nel settore del commercio estero e dell'esportazione, permettendo alle terre d'origine di beneficiare del turismo specifico "di ritorno", fatto di intenditori provenienti per lo più dall'Inghilterra. Tanto è vero che il territorio fu battezzato "Chianti Shire" dagli inglesi che si stanziavano nella zona acquistando terreni e fattorie, attratti anche dalle vicine città di Siena e Firenze, e dalle bellezze di un territorio che trasudava storia e cultura. E che ancor oggi è oggetto di desiderio per i produttori internazionali.
Per molti il Chianti è solo il Chianti. Un buon vino toscano. Per apprezzarlo un po' più a fondo però è necessario saperne qualcosa di più. Per esempio che le tipologie di vino sono due: il Chianti a denominazione d'origine controllata e garantita e il Chianti Classico, ugualmente Docg. Nel primo caso ci riferiamo a una "porzione" di Toscana piuttosto allargata, fatta di una varietà di terreni e microclimi, mentre nel secondo restringiamo il campo alla zona che si trova tra Greve e Radda in Chianti, Castellina Gaiole e una parte dei territori di San Casciano, Barberino Val d'Elsa e Tavarnelle Val di Pesa, Castelnuovo Berardenga e Poggibonsi. Non solo: il disciplinare del Chianti Classico richiede che la bacca rossa del vitigno Sangiovese abbia una percentuale tra l'80 e il 100%, senza escludere la partecipazione di altri vitigni internazionali o autoctoni (Merlot, Cabernet Sauvignon, Colorino....) con una percentuale che non superi però il 20%. Dal 2005 non è più ammesso il 6% di partecipazione alle uve bianche della Malvasia e del Trebbiano. Il disciplinare del Chianti Classico prevede inoltre che per ogni ettaro di terreno non possano derivare più di 52 hl e mezzo di vino e che per ogni ceppo non possano essere raccolti più di tre kg d'uva. Le piante destinate alla vendemmia sono quelle che superano i quattro anni e la gradazione alcolica deve essere di 12° per l'Annata (il vino propriamente detto) e di 12,5° per la Riserva. Solo i vini derivati dalle uve che hanno goduto delle condizioni climatiche e di terreno migliori vengono destinati all'invecchiamento e diventano "Riserva", con almeno 2 anni di maturazione e un trimestre in bottiglia. Il terreno? Secondo il disciplinare deve essere sabbioso, collinare, non umido né troppo argilloso, assolutamente escluso il fondo valle. La coltivazione deve avvenire senza forzature derivanti dall'intervento umano, fatte salve le condizioni di emergenza.
La storia del marchio del Gallo Nero affonda le sue radici nell'antica rivalità tra Siena e Firenze. La tradizione racconta che le due città un giorno vollero sfidarsi con una gara per contendersi i confini dei rispettivi territori, e stabilirono che avrebbero inviato ciascuna un cavaliere, che sarebbe partito dalle mura cittadine incontro al rivale. Là dove si sarebbero incontrati, ciascuno avrebbe segnato il confine dei territori della propria città. I cavalieri sarebbero partiti al canto del gallo. Siena scelse per sé un grosso gallo bianco a cui diede da mangiare spesso e in gran quantità, per renderlo forte. I Fiorentini invece affidarono la loro sorte al canto di un gallo nero, più piccino e malnutrito il quale nel giorno stabilito per la sfida si svegliò affamato molto prima del gallo bianco, permettendo al suo cavaliere di partire con largo anticipo sul rivale e arrivare ad incontrarlo molto vicino alle mura senesi. Quell'area vasta, dalle mura di Firenze fino al territorio di Siena - il territorio del Chianti - fu così aggiudicato ai fiorentini. Negli anni '90 una disputa legale con la casa vinicola statunitense Ernest&Giulio Gallo Winery costrinse il "Consorzio del Gallo Nero" (pur mantenendo il marchio) a cambiare il suo nome in "Consorzio del Marchio Storico Chianti Classico".
colore: rubino, tenente al granato per le riserve
limpidezza: limpido
odore: vinoso, talvolta di mammola, più raffinato con l'invecchiamento
sapore: armonico, leggermente tannico, vellutato
Castello di Fonterutoli
Proprietà Lapo Mazzei
Località Fonterutoli
53011 Castellina in Chianti
Tel 0577-740476 740522
Fax 0577-741070
Rocca delle Macie
propr. Rocca delle Macie S.p.A.
Località Le Macìe
53011 Castellina in Chianti
Tel 0577-743220
Fax 0577-743150
Agricoltori del Chianti Geografico
Loc Mulinaccio 10
Gaiole in Chianti
Tel: 0577749489
Azienda Agricola Montefioralle
Via Montefioralle 49
Greve in Chianti
tel e fax +39 055 85 35 38
cell +39 328 95 67 897
La tradizione vuole il fiasco, la classica bottiglia a "pancia" larga e rivestita di paglia. Il disciplinare esige il vetro. Di seguito, una selezione di vini con i rispettivi prezzi a bottiglia.
Chianti Classico Riserva Ducale Oro Ruffino / dai 60 ai 75 €
Chianti Classico Fontodi / dai 13 ai 20 €
Chianti Classico Riserva Tenuta Marchese Antinori Magnum / dai 40 ai 50 €
Chianti Classico Riserva Fattoria Machiavelli / dai 20 ai 30 €
Chianti Classico Querciabella / dai 18 ai 25 €
Brolio / 15 € ca
Brancaia 3 / 15 €
Campolungo Chianti Classico Riserva / 20 € ca
Castello di Brolio / 20 € ca
Castello di Fonterutoli / tra i 40 e i 75 €
Cennatoio Chianti Classico / 12 € circa
La Storia
Il nome "Chianti" (riferito al vino) appare per la prima volta in un documento datato 1404.
Trecento anni più tardi, nel 1706, il Granduca di Toscana Cosimo III, promulgò un bando in cui veniva fissata la mappa del territorio, che per una buona percentuale corrisponde a quella attuale. Il bando del Granduca rappresenta il primo documento ufficiale volto a fissare i confini di un'area vitivinicola. Precedentemente a quell'epoca il commercio dei vini era affidato alle grandi famiglie di commercianti, come gli Antinori o i Frescobaldi. Il Chianti non godette di buona fama fino al 1800: era considerato un vino "senza corpo", pur se di un rosso vivace e accattivante, e veniva spesso e volentieri mescolato ad altri vini in miscele dal dubbio carattere e dal sapore lieve. Oltretutto soffriva delle malattie dei vitigni. A metà del XIX secolo però il barone Bettino Ricasoli ebbe il merito di valorizzare i vitigni locali, migliorare gli impianti e dare nuova storia al vino del Chianti, che conobbe lo splendore nel settore del commercio estero e dell'esportazione, permettendo alle terre d'origine di beneficiare del turismo specifico "di ritorno", fatto di intenditori provenienti per lo più dall'Inghilterra. Tanto è vero che il territorio fu battezzato "Chianti Shire" dagli inglesi che si stanziavano nella zona acquistando terreni e fattorie, attratti anche dalle vicine città di Siena e Firenze, e dalle bellezze di un territorio che trasudava storia e cultura. E che ancor oggi è oggetto di desiderio per i produttori internazionali.
Nel mondo del Gallo Nero
Per molti il Chianti è solo il Chianti. Un buon vino toscano. Per apprezzarlo un po' più a fondo però è necessario saperne qualcosa di più. Per esempio che le tipologie di vino sono due: il Chianti a denominazione d'origine controllata e garantita e il Chianti Classico, ugualmente Docg. Nel primo caso ci riferiamo a una "porzione" di Toscana piuttosto allargata, fatta di una varietà di terreni e microclimi, mentre nel secondo restringiamo il campo alla zona che si trova tra Greve e Radda in Chianti, Castellina Gaiole e una parte dei territori di San Casciano, Barberino Val d'Elsa e Tavarnelle Val di Pesa, Castelnuovo Berardenga e Poggibonsi. Non solo: il disciplinare del Chianti Classico richiede che la bacca rossa del vitigno Sangiovese abbia una percentuale tra l'80 e il 100%, senza escludere la partecipazione di altri vitigni internazionali o autoctoni (Merlot, Cabernet Sauvignon, Colorino....) con una percentuale che non superi però il 20%. Dal 2005 non è più ammesso il 6% di partecipazione alle uve bianche della Malvasia e del Trebbiano. Il disciplinare del Chianti Classico prevede inoltre che per ogni ettaro di terreno non possano derivare più di 52 hl e mezzo di vino e che per ogni ceppo non possano essere raccolti più di tre kg d'uva. Le piante destinate alla vendemmia sono quelle che superano i quattro anni e la gradazione alcolica deve essere di 12° per l'Annata (il vino propriamente detto) e di 12,5° per la Riserva. Solo i vini derivati dalle uve che hanno goduto delle condizioni climatiche e di terreno migliori vengono destinati all'invecchiamento e diventano "Riserva", con almeno 2 anni di maturazione e un trimestre in bottiglia. Il terreno? Secondo il disciplinare deve essere sabbioso, collinare, non umido né troppo argilloso, assolutamente escluso il fondo valle. La coltivazione deve avvenire senza forzature derivanti dall'intervento umano, fatte salve le condizioni di emergenza.Marchio e curiosità
La storia del marchio del Gallo Nero affonda le sue radici nell'antica rivalità tra Siena e Firenze. La tradizione racconta che le due città un giorno vollero sfidarsi con una gara per contendersi i confini dei rispettivi territori, e stabilirono che avrebbero inviato ciascuna un cavaliere, che sarebbe partito dalle mura cittadine incontro al rivale. Là dove si sarebbero incontrati, ciascuno avrebbe segnato il confine dei territori della propria città. I cavalieri sarebbero partiti al canto del gallo. Siena scelse per sé un grosso gallo bianco a cui diede da mangiare spesso e in gran quantità, per renderlo forte. I Fiorentini invece affidarono la loro sorte al canto di un gallo nero, più piccino e malnutrito il quale nel giorno stabilito per la sfida si svegliò affamato molto prima del gallo bianco, permettendo al suo cavaliere di partire con largo anticipo sul rivale e arrivare ad incontrarlo molto vicino alle mura senesi. Quell'area vasta, dalle mura di Firenze fino al territorio di Siena - il territorio del Chianti - fu così aggiudicato ai fiorentini. Negli anni '90 una disputa legale con la casa vinicola statunitense Ernest&Giulio Gallo Winery costrinse il "Consorzio del Gallo Nero" (pur mantenendo il marchio) a cambiare il suo nome in "Consorzio del Marchio Storico Chianti Classico".
Caratteristiche organolettiche
colore: rubino, tenente al granato per le riserve
limpidezza: limpido
odore: vinoso, talvolta di mammola, più raffinato con l'invecchiamento
sapore: armonico, leggermente tannico, vellutato
I produttori
Castello di Fonterutoli
Proprietà Lapo Mazzei
Località Fonterutoli
53011 Castellina in Chianti
Tel 0577-740476 740522
Fax 0577-741070
Rocca delle Macie
propr. Rocca delle Macie S.p.A.
Località Le Macìe
53011 Castellina in Chianti
Tel 0577-743220
Fax 0577-743150
Agricoltori del Chianti Geografico
Loc Mulinaccio 10
Gaiole in Chianti
Tel: 0577749489
Azienda Agricola Montefioralle
Via Montefioralle 49
Greve in Chianti
tel e fax +39 055 85 35 38
cell +39 328 95 67 897
Bottiglie e Prezzi
La tradizione vuole il fiasco, la classica bottiglia a "pancia" larga e rivestita di paglia. Il disciplinare esige il vetro. Di seguito, una selezione di vini con i rispettivi prezzi a bottiglia.
Chianti Classico Riserva Ducale Oro Ruffino / dai 60 ai 75 €
Chianti Classico Fontodi / dai 13 ai 20 €
Chianti Classico Riserva Tenuta Marchese Antinori Magnum / dai 40 ai 50 €
Chianti Classico Riserva Fattoria Machiavelli / dai 20 ai 30 €
Chianti Classico Querciabella / dai 18 ai 25 €
Brolio / 15 € ca
Brancaia 3 / 15 €
Campolungo Chianti Classico Riserva / 20 € ca
Castello di Brolio / 20 € ca
Castello di Fonterutoli / tra i 40 e i 75 €
Cennatoio Chianti Classico / 12 € circa
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